Venerdì 30 gennaio 2026 si è svolto a Roma l’evento “Comunicare la Vela”, una giornata di confronto e approfondimento dedicata al ruolo strategico della comunicazione nello sviluppo dello sport velico, tra valori, media, sostenibilità e nuove opportunità di crescita. QUI IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

La Terza Zona FIV era presente con il Presidente Corrado Fara, la Consigliera Laura De Candia e il Comunicatore zonale Tiziana Schiaffino, a testimonianza dell’attenzione che la Zona riserva ai temi della comunicazione e della promozione della vela.
I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Luciano Buonfiglio, Presidente CONI, Marco Giunio De Sanctis, Presidente CIP, Marco Mezzaroma, Presidente Sport e Salute, e Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, che hanno sottolineato il valore sociale dello sport e la sua capacità di incidere positivamente sulla società.
L’introduzione del Presidente FIV Francesco Ettorre ha tracciato il quadro dello sport della vela nel biennio 2026–2027, ponendo l’accento su valori, visibilità e opportunità di crescita, elementi indispensabili per rendere la vela sempre più accessibile, attrattiva e riconoscibile.
Uno sguardo internazionale è arrivato da Scott Dougal, Director of Communications and Digital di World Sailing, che ha ricordato come la federazione internazionale, nata nel 1907, coordini oggi oltre 160 nazioni. Tra i temi affrontati, il rapporto complesso ma fondamentale tra vela e televisione, con la necessità di rendere questo sport sempre più comprensibile e “leggibile” per il grande pubblico.
Molto chiaro anche l’intervento di Stefano Marioni, CEO di eXtrapola, che ha evidenziato l’importanza dei dati: prima la raccolta, poi l’analisi e infine il racconto. Misurare i ritorni media è oggi essenziale, così come individuare figure chiave – veri e propri ambassador – capaci di rappresentare i valori della Federazione.
Nel corso della mattinata è emersa più volte la centralità della vela nelle scuole, vista come strumento educativo e sociale, e la necessità di considerare lo sport non come un costo ma come un investimento sociale, capace di generare impatto culturale, ambientale e formativo. Fondamentali, in questo senso, la programmazione e la misurazione dei risultati.

La tavola rotonda dedicata a “La Vela in TV” ha offerto uno spaccato interessante sull’evoluzione della copertura mediatica: dalle prime Olimpiadi televisive, fino alla Coppa America, oggi considerata un vero e proprio prodotto televisivo. Giornalisti e operatori dei media hanno condiviso l’esigenza di semplificare il linguaggio, rendere le storie più accessibili e sfruttare anche piattaforme come YouTube, ideali per format e rubriche che non trovano spazio nella TV tradizionale.
Tra le case history, molto apprezzata l’esperienza della Barcolana, raccontata da Francesca Capodanno, che ha mostrato come cambiare la narrazione possa cambiare anche il pubblico, rendendolo più ampio, coinvolto e partecipe. Un esempio concreto di come le partnership, come quella con Generali, possano andare oltre la semplice sponsorizzazione.

Ampio spazio è stato dato anche ai temi dell’inclusione e della parità di genere, con l’idea che il circolo sportivo sia il vero motore del cambiamento e che sia necessario azzerare ogni bias, integrando questi valori anche nei percorsi di formazione degli istruttori.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sugli strumenti e le strategie: dalla gestione delle relazioni media, alle strategie social, fino alla produzione di contenuti innovativi. È emersa con forza l’importanza di un piano editoriale chiaro, basato su obiettivi precisi: cosa comunicare, perché farlo e quando. Coerenza, riconoscibilità e continuità sono le parole chiave premiate anche dagli algoritmi, insieme alla capacità di differenziare i contenuti in base alle piattaforme e ai pubblici.
“Comunicare la Vela” ha confermato quanto la comunicazione sia oggi una leva fondamentale per la crescita dello sport velico: non solo per raccontare risultati, ma per costruire cultura, attrarre nuovi praticanti e rafforzare il legame tra vela, territorio e società.






